giovedì, Febbraio 29, 2024
AmbienteEconomia

Il disegno di legge di Biden sul clima come svolta: intervista a Gore

Al Gore è stato vicepresidente degli Stati Uniti nell’amministrazione Clinton e, nel corso della sua carriera politica, si è impegnato su temi ambientali e climatici, tanto da ricevere nel 2007 il premio Nobel per la Pace. In questa intervista rilasciata a The Guardian Gore interviene sull’Inflaction Reduction Act , la norma da poco approvata prima dal Senato e poi dalla Camera, e firmata da Biden mercoledì 17 agosto 2022. La norma prevede, tra le altre misure, un pacchetto da 370 miliardi di dollari di investimenti sulle energie rinnovabili e su nuove tecnologie per ottimizzare l’utilizzo dell’energia solare ed eolica. Per Gore di tratta di “un punto di svolta decisivo nella nostra lotta per contrastare la crisi climatica”. Secondo l’ex vicepresidente, il cambiamento avviato da questa legge sarà tale da non poter più essere fermato: i vantaggi per i consumatori saranno tanto evidenti da spingerli a non sostenere più i politici favorevoli alle industrie fossili. Gore è comunque consapevole che questa legge, per quanto significativa, non è sufficiente e ha richiamato l’attenzione sul fattore tempo: “Il cammino verso emissioni zero richiede che noi ci muoviamo velocemente, e il grosso deve essere ancora fatto”.

 

di Oliver Milman

Negli Stati Uniti, l’approvazione della prima legge federale sul clima costituirà un momento cruciale di svolta nella storia e porfine all’era dei combustibili fossili, almeno secondo l’ex vicepresidente Al Gore.

Il presidente Joe Biden intende firmare un consistente “pacchetto” da 370 miliardi di dollari di investimenti in energia pulita, superando decenni di ostilità politica verso la transizione ecologica e di inazione contro la crisi climatica. Gore è certo che l’industria dei combustibili fossili e i suoi sostenitori politici non saranno più in grado di invertire la rotta verso un mondo decarbonizzato, anche nel caso in cui i repubblicani riuscissero a riprendere il controllo del Congresso o della Casa Bianca.

Nel varcare questa soglia abbiamo cambiato la storia e non torneremo indietro”, ha detto Gore in un’intervista a The Guardian. “Sono estremamente ottimista sul fatto che questo sarà un punto di svolta decisivo nella nostra lotta per contrastare la crisi climatica”.

Anche se l’industria del gas e del petrolio sta al momento facendo profitti enormi con l’aumento dei prezzi energetici dovuti all’invasione dell’Ucraina da parte della Russia, Gore ritiene che si tratti di “un fenomeno temporaneo, se paragonato alla grande ruota del cambiamento che sta girando” intorno alle energie rinnovabili.

L’energia solare, descritta recentemente dall’Agenzia Internazionale dell’Energia come la più economica risorsa di elettricità nella storia, così come l’energia eolica, ha visto i prezzi scendere drasticamente. Si prevede che la nuova legge statunitense nota come Inflaction Reduction Act, contenente varie misure di contrasto all’inflazione, porterà a un’ulteriore riduzione dei costi delle rinnovabili.

Gli analisti si aspettano che il supporto pubblico a progetti di energia rinnovabile, attraverso grandi investimenti per incentivare la produzione di pannelli solari, turbine eoliche, batterie e altri componenti, potrebbe aiutare a far sì che queste tecnologie diventino più facilmente accessibili anche in altri paesi.

Penso che questa tendenza sia inarrestabile”, ha affermato Gore. “I risparmi per i consumatori saranno tanto rilevanti, e così fortemente deflazionistici, che le cittadine e i cittadini non sosterranno più i politici che volessero tornare indietro. Per questo penso che non torneremo indietro di nuovo”.

Domenica 7 agosto la legge è stata approvata al Senato con pochissimi voti di differenza, ma ci si aspetta una situazione migliore alla Camera dei Rappresentanti, controllata dai democratici, il prossimo venerdì, prima che la normavenga firmata da Biden [nel frattempo, la Camera ha approvato la legge e il Presidente l’ha firmata il 17 agosto 2022, ndr]. I democratici hanno avuto bisogno che tutti i loro 50 senatori l’approvassero, per affrontare l’opposizione compatta dei repubblicani, e hanno trovato un compromesso con Joe Manchin, senatore democratico “centrista” che riceve più finanziamenti di tutti da parte dell’industria delle energie fossili.

Questo complicato processo legislativo, che in alcuni momenti sembrava spacciato dopo un anno di negoziazioni, si conclude dopo anni di ripetuti fallimenti da parte dell’establishment politico statunitense nell’affrontare la crisi climatica. E questo nonostante gli Stati Uniti abbiano emesso più gas serra nell’atmosfera di ogni altro paese nella storia.

Gore era un senatore di 33 anni quando organizzò, nel 1981, la prima audizione con i parlamentari sul cambiamento climatico. Nonostante la sua richiesta di azione negli anni Ottanta e Novanta, perfino nel periodo in cui è stato vicepresidente nell’amministrazione di Bill Clinton, Gore, ora settantaquattrenne, ha visto molti tentativi di sabotare una legge contro la crisi climatica. L’argomento è diventato politicamente “tossico”, indigesto per i conservatori, anche se i danni disastrosi causati dal riscaldamento globale sono ormai chiari ed evidenti.

Non avrei mai immaginato che sarei finito a dedicare la mia vita a questo”, ha detto Gore. L’ex vicepresidente ha pubblicato nel 2006 The Incovenient Truth (la verità scomoda), trasposto subito dopo in un documentario: l’uno e l’altro hanno contribuito alla sua vittoria, nel 2007, del premio Nobel per la Pace.

Pensavo, ingenuamente con gli occhi di oggi, che quando i fatti sarebbero stati più evidenti saremmo stati in grado di muoverci molto più velocemente”, ha detto Gore. “Non avevo previsto che l’industria delle energie fossili avrebbe speso miliardi di dollari per promuovere su scala industriale una campagna per mentire e ingannare il pubblico, allo scopo di impedire che la classe politica agisse in modo razionale. Ma eccoci qua, abbiamo finalmente oltrepassato quella linea”.

Gore ha detto che l’approvazione della legge al Senato, momento che ha spinto molti senatori democratici alla commozione, è stato un “momento celebrativo e pieno di gioia”, ma ha sottolineato che la legge da sola non risolverà l’emergenza climatica.

Anche se ci si aspetta che questa svolta aiuterà gli Stati Uniti a ridurre le emissioni del circa 40% entro la fine del decennio, gli scienziati hanno avvertito che il paese, così come la maggior parte dei paesi del mondo, sta riducendo le emissioni troppo lentamente per evitare i disastrosi livelli previsti di riscaldamento globale.

Non possiamo permettere che l’approvazione della legge resti un evento isolato”, ha concluso Gore. “Il cammino verso zero emissioni richiede che noi ci muoviamo velocemente, e il grosso deve essere ancora fatto”.

 

[Traduzione di Anna Farasat]

Fonte: The Guardian12 Agosto 2022.