giovedì, Aprile 3, 2025
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#DarkIndonesia, il movimento di opposizione alla svolta autoritaria del Presidente Prabowo

Con 284 milioni di abitanti, l’Indonesia è il quarto paese più popoloso del mondo dopo India, Cina e Stati Uniti, oltreché il più popoloso paese a maggioranza musulmana: ciò che vi accade dovrebbe ricevere molta più attenzione sui media occidentali che, invece, ne ignorano quasi completamente le dinamiche. Giovedì 20 marzo 2025 il Parlamento indonesiano ha emendato l’ordinamento militare, estendendo la possibilità di assegnare a ufficiali dell’esercito incarichi nella pubblica amministrazione. Le nuove disposizioni sono state criticate da numerose organizzazioni della società civile e ha suscitato forti proteste studentesche, anche per le modalità assai poco trasparenti con cui sono state adottate. Si teme che il paese possa scivolare verso una riedizione del cosiddetto “Nuovo Ordine”: il regime autoritario del presidente-generale Suharto, durato dal 1966 al 1998, sotto il quale le istituzioni erano fortemente condizionate dai vertici dell’esercito e più di mezzo milione di dissidenti sono stati arrestati, uccisi o fatti scomparire, ispirando analoghe dittature in America Latina. Ad alimentare l’attuale protesta anche il fatto che il nuovo presidente Prabowo Subianto, entrato in carica lo scorso ottobre e promotore della contestata “riforma”, sia stato comandante delle forze speciali sotto la dittatura. Sebbene la democrazia sia stata ripristinata in Indonesia, l’esercito non ha mai rinunciato a esercitare forti pressioni sul governo. Per scongiurare un ritorno, in forme nuove, di un regime autoritario è nato il movimento Dark Indonesia, promosso sui social con l’hashtag #IndonesiaGelap. Il movimento dà voce all’indignazione giovanile e all’attaccamento di ampi settori sociali alla democrazia. Questo articolo, pubblicato nelle scorse settimane dalla rivista statunitense Jacobin, ricostruisce il contesto nel quale è maturata la protesta contro la temuta svolta autoritaria in Indonesia. Già prima dell’approvazione degli emendamenti all’ordinamento militare migliaia di studenti avevano riempito le strade di Jakarta e delle principali città del paese con cartelli e slogan che contestavano i tagli al bilancio statale, la corruzione della polizia, il nepotismo e il ruolo crescente dei militari.

 

di Michael G. Vann

Il presidente indonesiano Prabowo Subianto è stato eletto, a febbraio 2024, conquistando anche la maggioranza del voto giovanile. Eppure, nei primi mesi del 2025, un nuovo movimento di protesta costituito in gran parte da giovani e studenti sta contestando i tagli alla spesa pubblica voluti dal nuovo presidente e il crescente ruolo dell’esercito nella politica indonesiana.

Lo scorso 17 febbraio, in una serie di manifestazioni che hanno attraversato tutta l’Indonesia, gli studenti hanno sfidato apertamente Prabowo. Le proteste sono continuate per tutta la settimana. Organizzati sotto l’hashtag #IndonesiaGelap o #DarkIndonesia, i dimostranti si oppongono a una serie di politiche della nuova amministrazione, tra cui i tagli al bilancio dello Stato per 306,7 trilioni di rupie (19 miliardi di dollari), il peso dell’esercito nella governance interna, il nepotismo, la corruzione e il controverso programma di pasti scolastici gratuiti [Il nome #DarkIndonesia è stato scelto dal movimento in antitesi all’espressione #IndonesiaEmas, ossia Indonesia dorata, utilizzata durante la campagna elettorale da Subianto per presentarsi come il promotore di una nuova era di prosperità e di prestigio internazionale del paese, in vista del centenario della sua indipendenza dai Paesi Bassi nel 2045, ndr].

Le misure di austerità volute dal presidente hanno alimentato una forte rabbia sociale. Gli studenti universitari temono che gli ingenti tagli ai finanziamenti per le scuole pubbliche danneggeranno la loro formazione. Altri sottolineano il fatto che gli uffici governativi, sempre meno finanziati, non saranno più in grado di rispondere ai bisogni dei cittadini. La piattaforma politica del movimento costituita da varie liste di richieste, articolate in cinque, sette o tredici punti, criticano la corruzione della polizia, una nuova legge sulle miniere e sulle risorse naturali, che avvantaggerà i soggetti economici più potenti, e il crescente potere della Tentara Nasional Indonesia (TNI), ossia l’esercito indonesiano.

 

Il timore del ritorno alla “doppia funzione”

Durante la dittatura del “Nuovo Ordine” di Suharto (1966-1998), l’esercito ha acquisito ed esercitato un’ampia serie di poteri all’interno della pubblica amministrazione grazie alla politica detta dwifungsi, ossia “doppia funzione” [in virtù di questa politica, giustificata in funzione anti-comunista, i militari potevano svolgere incarichi nelle istituzioni, ottenendo seggi in parlamento e controllando ministeri chiave, e nella società, gestendo importanti aziende, ndr]. Con il ripristino della democrazia, i militari sarebbero dovuti tornare nelle caserme, ma il processo è stato a dir poco incompleto. Attualmente Prabowo sta meditando un ritorno e persino un’estensione della “doppia funzione”.

Un’area in cui il TNI potrebbe giocare un ruolo chiave è la realizzazione di uno dei progetti di punta del nuovo presidente: i pranzi scolastici gratuiti. Promosso allo scopo di fornire una nutrizione adeguata ed evitare l’“arresto della crescita” dei bambini indonesiani, il programma è esposto al rischio di possibili frodi a vari livelli. I manifestanti di Dark Indonesia temono che il programma dei pranzi gratuiti possa fungere da “cavallo di Troia” attraverso il quale l’esercito può espandere la sua influenza in tutto il paese [dal momento che l’organizzazione del servizio sarebbe affidata all’esercito, ndr].

In linea con le dimostrazioni e i movimenti sociali degli anni passati, i manifestanti di Dark Indonesia si sono radunati di fronte agli edifici governativi di Jakarta, Surabaya, Yogyakarta, Makassar e altre grandi città del paese, ma anche in città più piccole come Sukabumi, nelle montagne di Giava Occidentale. I leader della protesta hanno tenuto discorsi tramite altoparlanti, a volte da grandi camion. Ci sono stati scontri con la polizia e sono stati incendiati dei pneumatici. A Makassar, l’associazione studentesca islamica ha bloccato l’autostrada Trans-Sulawesi, causando un enorme ingorgo.

Nella seconda città più grande dell’Indonesia, Surabaya, la polizia ha usato gli idranti sui dimostranti che portavano bandiere dell’Airlangga University, della Surabaya State University, della Sunan Ampel State Islamic University e della National Development University. A Denpasar, la capitale di Bali, gli studenti hanno esposto vari striscioni: “L’istruzione viene tagliata alla radice, la speranza svanisce”, “Il risparmio è la radice della ricchezza, l’efficienza è la radice della stupidità” e “Dark Indonesia significa emergenza educazione”.

 

Dark Indonesia

Il movimento Dark Indonesia, guidato da studenti universitari, ha un’estetica decisamente punk e rivela profondi sentimenti di pessimismo e disillusione tra le giovani generazioni del paese. Lo stile e il messaggio di Dark Indonesia sono in netto contrasto con quello della corsa di Prabowo alle presidenziali. L’ex generale si è inaspettatamente assicurato circa il 60% dei voti al primo turno delle elezioni del 14 febbraio 2024. Con questa maggioranza, non c’è stato ballottaggio.

I voti dei Millennial e dei Gen Z sono stati decisivi per il successo di Prabowo, che ha conquistato i più giovani con la promessa di un cambiamento radicale e con una strategia comunicativa spregiudicata. L’uomo che era stato allontanato dall’esercito indonesiano e a cui era stato vietato l’ingresso negli Stati Uniti, a causa di molteplici accuse di gravi violazione dei diritti umani, si è candidato alle elezioni con un’immagine apertamente fascista nel 2014, prima di abbracciare una politica islamica reazionaria nel 2019. Nel 2024, tuttavia, l’ex militare accusato di genocidio [in qualità di comandante nelle forze speciali adibite alla soppressione dei dissidenti negli anni della dittatura militare, ndr] ha adottato un’immagine pubblica “gemoy” (adorabile) sui social media.

Il suo team di comunicazione, invece di ritrarlo con le comunità musulmane che lo hanno sostenuto, ha pubblicato foto di Prabowo in felpe casual, con l’aspetto di un nonno sovrapensiero che adora il suo gatto. Invece di sfilate a cavallo di fronte a uomini in uniforme, il settantenne si è esibito in balli buffi su musica techno kitsch, in eventi che ricordavano le feste da ballo per famiglie. Questa campagna volutamente leggera sembrava aver conquistato gli elettori più giovani.

Un anno dopo, il movimento giovanile Dark Indonesia ha uno stile decisamente diverso. Organizzati sui social media, gli studenti universitari si sono dati appuntamento per le strqade e nelle piazze in abiti completamente neri, spesso l’unico colore del blazer della loro uniforme scolastica. Molti hanno portato cartelli fatti in casa con un’estetica radicale “fai da te”.

A Jakarta, un manifestante ha mostrato un cartello con la scritta “Noi della Gen Z abbiamo proprio una gran paura di perderci il ritorno di un’oppressione monarchica”, un commento sarcastico sullo sfacciato nepotismo che ha portato il figlio dell’ex presidente Jokowi a diventare vicepresidente di Prabowo in modo irregolare, in quanto al di sotto dell’età minima richiesta per ricoprire la carica. Un altro ha mostrato le foto dell’ex presidente e del presidente Prabowo con “i leader più corrotti” del mondo. Altri hanno scherzato sul fatto che il gatto di Prabowo fosse dalla parte dei manifestanti.

 

Resistenza musicale

La colonna sonora di Dark Indonesia è diventata rapidamente “Bayar, Bayar, Bayar”, ossia “Paga, paga, paga”, dei Sukatani [duo musicale punk indonesiano, ndr]. Proveniente da una piccola città nella Giava Centrale, il duo è la tipica espressione di una generazione affascinata dalla cultura punk che ha a lungo opposto resistenza all’autoritarismo nel paese.

In omaggio alle Pussy Riot russe e alle Kneecap irlandesi, il chitarrista dei Sukatani, Alectroguy, e il cantante Twister Angel, indossano sempre passamontagna sgargianti. Si sono esibiti davanti a striscioni che mescolano la tradizione del pionieristico gruppo punk anarchico inglese Crass con riferimenti alla cultura islamico-giavanese localizzata. Nelle loro esibizioni e sui loro canali social hanno spesso sostenuto varie cause progressiste, adottando posizioni femministe e antirazziste.

Un canto corale di chiamata e risposta, “Paga, paga, paga” elenca le esperienze quotidiane con la corruzione della polizia: “Vuoi prendere la patente, paga la polizia / Prendi una multa per strada, paga la polizia… Vai in prigione, paga la polizia / Esci di prigione, paga la polizia… Vuoi fare corruzione, paga la polizia / Vuoi sfrattare qualcuno, paga la polizia / Vuoi ripulire la foresta, paga la polizia / Vuoi fare il poliziotto, paga la polizia”.

I sostenitori di Dark Indonesia hanno inserito la canzone nei loro post su Instagram e TikTok e l’hanno riprodotta con gli altoparlanti durante le loro proteste. A Giacarta e altrove, i manifestanti hanno deriso la polizia inviata a sorvegliarli, con giovani donne che cantavano il testo in faccia agli agenti.

Evidentemente questo è stato troppo per la Polri, la forza di polizia nazionale. In un post sui social media del 20 febbraio, il duo precedentemente anonimo ha rivelato la propria identità come Muhammad Syifa Al Lutfi e Novi Citra Indriyati. Entrambi hanno espresso il proprio rimorso per aver offeso la Polri. Nell’imbarazzante video, che la maggior parte delle persone presume sia stato realizzato sotto coercizione, hanno dichiarato di aver ritirato la canzone da Spotify e da altre piattaforme, e hanno esortato i loro fan a non usarla in futuro.

Non sorprende che gli attivisti di Dark Indonesia abbiano risposto con un’indignata reazione sui social media. Amnesty International ha chiesto un’indagine su quella che sembra essere un’intimidazione della polizia. La censura maldestra potrebbe aiutare “Bayar, Bayar, Bayar” a diventare la nuova “Genger, Genjer”, una canzone associata alla resistenza popolare della generazione precedente contro l’autoritarismo del presidente-generale Suharto.

 

Le prospettive di un movimento per la giustizia

Grazie all’organizzazione di base e all’uso accorto dei social media, gli attivisti di Dark Indonesia sono riusciti a organizzare manifestazioni coordinate in decine di città e di paesi in tutto il territorio nazionale. L’elemento più significativo del movimento è che ha preso esplicitamente di mira l’oligarchia corrotta: nella lotta per la giustizia sociale e per significative riforme economiche, Dark Indonesia rappresenta un importante punto di riferimento nella mobilitazione popolare. A differenza delle massicce manifestazioni del reazionario Movimento islamico 212, avvenute nel 2016 e nel 2017, questa volta l’attenzione non si concentra sulla politica identitaria, ma piuttosto su specifici obiettivi materiali.

L’atteggiamento punk di Dark Indonesia indica anche un rifiuto giovanile della cinica campagna condotyta da Prabowo in versione “gemoy” sui social. Invece di esperti di marketing, che si rivolgono ai giovani elettori per manipolarli, vediamo qui studenti universitari che usano TikTok e Instagram per sfidare le ingiustizie socio-economiche. Sarà il caso di prenderli sul serio.

 

Fonte: Jacobin, 28 febbraio 2025 (traduzione di Chiara Salonia).