Immagini

Questa pagina raccoglie tutte le “Immagini della settimana“, selezionate dalla redazione per il loro particolare significato e valore simbolico.

 

Un’immersione con pinne e boccaglio per mostrare da sotto l’Oceano Indiano il cartello Youth Strike for Climate”. Così l’attivista 24enne Shaama Sandooyea, insieme a Greenpeace, ha portato la protesta contro il cambiamento climatico e per la transizione a largo delle coste di Mauritius. Risuona anche qui il messaggio del Global strike, indetto da Fridays for future il 19 marzo. La scelta non è casuale: le isole Mauritius, uno dei paradisi marini della biodiversità a livello mondiale, sono state colpite dallo sversamento di mille tonnellate di petrolio il 25 luglio scorso.

Foto: Tommy Trenchard (Greenpeace).

Fonte: gretathunberg.

 

In Birmania proseguono le manifestazioni di piazza contro il colpo di stato guidato dall’esercito, nonostante i militari abbiano vietato i raduni con più di 5 persone nelle città di Yangon e Mandalay e abbiano imposto il coprifuoco. Si protesta dal 2 febbraio, il giorno dopo l’arresto di Aung San Suu Kyi, la leader della Lega nazionale per la democrazia risultata vincitrice delle ultime elezioni con l’83% dei voti. La repressione cresce di giorno in giorno: proiettili, granate assordanti e gas lacrimogeni sono stati sparati da polizia ed esercito contro manifestanti in diverse città. Il bilancio di 18 morti e 30 feriti della giornata del 1. marzo è già stato superato il 3 marzo, quando sono state uccise 38 persone.

Fonti: ISPI.

 

Le condizioni dei migranti in Bosnia-Erzegovina sono sempre più critiche. Il campo di Lipa è stato incendiato il 23 dicembre scorso, lasciando senza un tetto quasi mille persone, bloccate dalle temperature sotto lo zero e dai respingimenti al confine tra Bosnia e Croazia e tra Italia e Slovenia. La Commissione Europea prevede ulteriori 3,5 milioni di euro per aiutare la Bosnia, in aggiunta agli oltre 88 milioni stanziati dal 2018: le condizioni di accoglienza pessime dimostrano, però, quanto siano inefficaci oltre che ingiuste le politiche di “esternalizzazione delle frontiere”.

Fonti: Annalisa Camilli; Avvenire.

 

Le immagini di Giovanni Izzo accompagnano l’e-book Benvenuti. Scaricabile gratuitamente, il volume racconta da diverse prospettive una realtà complessa e in continuo cambiamento: quella dei rifugiati coinvolti in Italia in progetti di “accoglienza diffusa”. Benvenuti è uno strumento di comprensione e innovazione sociale: per questo raccoglie dati, analisi e descrizioni di importanti esperienze locali, da Santorso a Gioiosa Jonica, passando per la provincia di Bolzano.

Fonte: Comune.info

 

Proseguono in Polonia le manifestazioni contro le nuove restrizioni in materia di interruzione volontaria di gravidanza. Quasi ogni giorno, dal 22 ottobre 2020, migliaia di manifestanti scendono in strada in decine di città per sostenere lo “sciopero delle donne”, contro la sentenza della Corte costituzionale che ha vietato l’aborto in caso di malformazione del feto. Sostenuta dal governo conservatore, la Corte ha limitato la possibilità di aborto ai soli casi di pericolo di vita per la madre e di stupro (casi che corrispondono al 2% degli aborti legali nel paese). Anche grazie alle mobilitazioni di massa per la libertà di scelta, l’applicazione della sentenza risulta a oggi sospesa.

Fonte: Strajk KobietThe GuardianWired.

 

[Daphne]

 

Il 17 settembre 2020 è stata inaugurata, all’ingresso di Foggia, un’installazione dello street-artist Alessandro Tricarico intitolata “Solo braccia”: due mani tengono due piante di pomodoro, in bianco e nero, su un silos alto 32 metri. L’opera ricorda i 16 braccianti stranieri morti nell’agosto 2016 in due incidenti stradali. I lavoratori erano stipati in furgoncini gestiti dai “caporali”: l’ultimo anello di una lunga catena di sfruttamento che, approfittando della vulnerabilità delle persone, va dai campi alle nostre tavole, passando per la grande distribuzione.

Fonte: Foggia Today.

 

L’avvocata Ebru Timtik è morta il 27 agosto nel carcere di Istanbul, dove si trovava da 18 mesi con l’accusa di legami con il Fronte Rivoluzionario della liberazione popolare (Dhkp). Da tempo conduceva uno sciopero della fame per protestare contro le condizioni di detenzione e le violazioni dei diritti umani nel paese. Sulla sua bara una bandiera rossa, un abito da avvocato e dei garofani. L’avvocata aveva difeso anche la famiglia di Berkin Elvan, un adolescente morto nel 2014 per le ferite riportate durante le proteste di Gezi Park. Ebru Timtik non è la prima vittima del sistema carcerario turco e, in assenza di un cambio di governo e di politiche nel paese, non sarà l’ultima.

Fonte: la Repubblica.

Mario Paciolla, 33enne, operatore delle Nazioni Unite in procinto di rientrare in Italia, è stato trovato morto lo scorso 15 luglio nella sua casa di San Vicente del Caguán, alle porte dell’Amazzonia colombiana. In molti chiedono verità e giustizia, perché diversi elementi portano a scartare l’ipotesi di suicidio avanzata dalla polizia colombiana. Dopo due anni come volontario per l’organizzazione non-governativa Peace Brigades International, dall’agosto 2018 Mario Paciolla collaborava con la Missione delle Nazioni Unite sulla verifica degli accordi di pace tra il governo e le Forze Armate Rivoluzionarie della Colombia (Farc). Una missione delicata, in una regione segnata da oltre 50 anni di guerra civile e dove una vera pace continua a essere una speranza, una promessa non mantenuta.

Fonti: vita.it; valigiablu.it; open.online.

 

Il 6 luglio 2020 la nave Ocean Viking, gestita da SOS Mediterranée, ha finalmente ricevuto l’autorizzazione a sbarcare a Porto Empedocle 180 persone salvate in mare. Dal 26 giugno l’imbarcazione per sette volte aveva chiesto alle autorità marittime italiane e maltesi di poter attraccare, ricevendo altrettanti rifiuti. Venerdì pomeriggio, la nave aveva dichiarato lo stato di emergenza dopo sei minacce di suicidio in 24 ore da parte delle persone a bordo. Domenica tutti i migranti erano stati sottoposti al tampone, risultando negativi al Covid-19.

Fonti: ilpost.it; SOS Mediterranée.

 

16 artisti hanno realizzato la scritta “Black Lives Matter” a lettere cubitali e colorate su una strada di Toronto. Un forte messaggio di solidarietà al movimento anti-razzista globale, sceso in piazza da settimane per reagire all’uccisione di George Floyd e che ha posto all’ordine del giorno la riforma radicale e il de-finanziamento della polizia. La settimana scorsa il Consiglio comunale della città aveva dibattuto la questione, approvando un piano di contrasto al razzismo istituzionale nella polizia.

Fonte: blogto.com

 

Il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha annunciato che il 1. luglio 2020 verranno annesse a Israele le colonie in Cisgiordania, corrispondenti a circa il 30% del territorio. Gerico diventerebbe una exclave. Il timore del Coronavirus e le restrizioni legate alla crisi sanitaria non hanno impedito a migliaia di palestinesi di manifestare il loro dissenso a RamallahGerico e vari centri della West Bank.

Fonte: globalist.it

 

Sarah Hegazi, attivista queer egiziana, si è suicidata a 30 anni il 14 giugno 2020. Nel 2017 era stata arrestata per aver sventolato una bandiera arcobaleno a un concerto. Stuprata e torturata in carcere, era stata liberata un anno fa grazie a una campagna internazionale. Da allora aveva trovato asilo in Canada. Alle compagne del collettivo di cui faceva parte diceva spesso: «Non mi sono mai sentita così viva come durante la rivoluzione».

Fonte: Gay Times; Spring.

 

Lo street-artist Banksy ha commemorato George Floyd, ucciso dalla polizia di Minneapolis, accompagnando la sua opera con queste parole: “Le persone nere sono tradite dal sistema. Il sistema dei bianchi. È come un tubo rotto che allaga l’appartamento di sotto. Questo sistema difettoso rende la loro vita miserabile, ma non è loro responsabilità ripararlo. È un problema dei bianchi. Se i bianchi non lo riparano, qualcuno dovrà salire al piano di sopra e sfondare la porta”.

Fonte: instagram.com/banksy/

 

Gli Stati Uniti in piena pandemia sono attraversati da manifestazioni di protesta per l’uccisione di George Floyd da parte della polizia di Minneapolis, il 25 maggio 2020. Per la prima volta a manifestare non sono soltanto le persone nere e i movimenti anti-razzisti, come Black Lives Matter, ma anche alcuni settori delle forze dell’ordine. Come a Coral Gables, Florida, dove gli agenti si sono inginocchiati in segno di solidarietà verso la vittima e la comunità afro-americana. #WeCantBreathe

Fonti: eu.app.com; nbcnews.com

 

La crisi sanitaria da Covid-19 offre al governo USA l’alibi per attaccare la Repubblica Popolare Cinese. In tempi di nuova Guerre fredda, è apparso sui resti del Muro di Berlino un nuovo murale, che riprende il famoso bacio tra Honecker e Brezhnev sostituendoli con Donald Trump e Xi Jinping.

Fonte: Getty

 

Game changer: la nuova opera di Banksy dedicata alle lavoratrici e ai lavoratori della sanità

Banksy, lo street-artist di fama mondiale, ha realizzato una nuova opera intitolata Game changer, in cui un’infermiera prende il posto dei supereroi. L’opera è stata lasciata in un corridoio dell’University Hospital di Southampton.

Fonte: instagram.com/banksy

 

Fosse comuni in Amazzonia

In Amazzonia si scavano centinaia di fosse comuni per seppellire i morti Covid-19. Con i pochi posti di terapia intensiva ormai al completo. Il sindaco di Manaus ha denunciato l’emergenza, attaccando l’indifferenza del presidente brasiliano Jair Bolsonaro.

Fonte: Ansa

 

Protesta e spazi pubblici al tempo del COVID-19

Più di 2000 cittadini si sono riuniti in Rabin Square, a Tel Aviv, il 15 aprile 2020 rispettando le norme sul distanziamento sociale per protestare contro Netanyahu e il suo tentativo di formare un governo di unità nazionale con il suo ex contendente, Benny Gantz.

Fonte: EPA/ABIR SULTAN.

 

La sicurezza sul lavoro al tempo del COVID-19

Nelle giornate di Pasqua gli unici ad affollare le metropolitane delle grandi città italiane (Milano, nella foto a sinistra) sono stati i riders, ossia i lavoratori delle consegne di cibo a domicilio per conto delle piattaforme digitali. In tanti hanno lamentato l’assenza di idonei dispositivi individuali di protezione (foto a destra). Il 1° aprile 2020 il Tribunale di Firenze ha accolto il ricorso di un rider estendendo al committente, ossia alla piattaforma digitale, l’obbligo di mettere a disposizione dei lavoratori attrezzature idonee a tutelare la loro salute e sicurezza.

Fonte: blitzquotidiano.it

 

La street art al tempo del COVID-19

La pandemia da COVID-19 è diventata subito oggetto di rappresentazione da parte degli/delle street artists di tutto il mondo, secondo una molteplicità di stili e modalità. Fin dalla sua apparizione, l’arte di strada costituisce un potente mezzo di comunicazione e sensibilizzazione sociale, e potrà certamente contribuire a farci comprendere il senso della pandemia da punti di vista inediti. Qui una donna in gravidanza passa davanti un murale a Hong Kong, il 23 marzo 2020.

Fonte: Anthony Wallace/AFP via Getty Images